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Su Treracconti: “Flannery O’Connor a Dorothy Parker: Divagazione in bianco e nero”

Su Treracconti: “Flannery O’Connor a Dorothy Parker: Divagazione in bianco e nero”

Guardavo Green Book recentemente e mi tornavano in mente due cose: il bello delle gite in macchina con tanto di pollo fritto e quel senso di impotenza davanti a certi atteggiamenti destinati a perdurare nei secoli dei secoli.
 
 
Amen.
 
 
Così sono tornata a

Artisti del digiuno

Artisti del digiuno

“Negli ultimi decenni l’interesse per i digiunatori è molto diminuito. Mentre prima valeva la pena di allestire per proprio conto simili spettacoli, oggi questo è del tutto impossibile. Erano altri tempi.” 
Inizia così “Un digiunatore“, Ein Hungerkiinstler (tradotto alla lettera, “Un artista della fame“), racconto di Franz

2019: un inizio “fantastico”

2019: un inizio “fantastico”

Da quando è iniziato il 2019 abbiamo già visto (e letto) cose che voi umani(sti) non potreste nemmeno immaginare (e non è ancora finito Gennaio): titoli di giornale imbarazzanti; informazione lacrimogena intrisa di anacronismo culturale e acido sulfenico (tagliuzzare cipolle irrita gli occhi molto meno dei social); rumore di ogni tipo fatto di parole in ismi vari (a ridosso del Giorno della Memoria, perché è giustissimo ricordare, commuoversi, insegnare a scuola la mostruosità dell’Olocausto, e quindi del razzismo, ma la stessa filantropia dovrebbe valere anche per chi predica “prima gli italiani”); la morte (quella vera) sotto anestesia (il Mediterraneo può anche diventare un cimitero, ma per le lacrime c’è sempre il Titanic); disumanità e “disumanesimo” persi in frantumi (com’era? “Basta con tutti questi plurilaureati”?), e istituzioni per me più sacre della Bibbia che sparano consensi giustificatori ad espressioni dialettali che riassumono fin troppo platealmente quanto persino il populismo linguistico stia straripando oltre i limiti consentiti (cara Crusca, potevi “uscire” un po’ di fermezza, suvvia).

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Circolarità

Circolarità

Gennaio ha sul groppone la responsabilità di fare da incipit a una storia lunga un anno. Il che significa che cominciare l’anno come l’ho iniziato io (1 gennaio = funerale), forse non è il massimo (anche se narrativamente come incipit è una bomba).

Cocci miei: autunno magico!

Cocci miei: autunno magico!

Ottobre mesetto niente male (e pure variopinto).
Mentre scrivevo di umidità intellettuale e nudità affettiva, qualcuno si è accorto di me su un fronte del tutto opposto e che appartiene a un altro genere di narrativa. Così ho riunito intorno a me i miei amici più cari:

Autunno umid(o): Pinakothek (L’inquieto)

Autunno umid(o): Pinakothek (L’inquieto)

Ottobre è un mese inquietoNel vero senso della parola. Sulla omonima rivista è uscito ieri  un mio racconto, cosa che mi fa felice ma che mi carica anche di tanta anZia (come dicono loro). Il motivo è stupido: è un racconto a cui tengo moltissimo e come tutte le cose che ti mettono a nudo, fa venire un bel po’ di brividi.

Non dirò di che parla, ma più che altro da cosa viene fuori. Prima di tutto fa parte di una rubrica molto interessante, insieme ad altri tre racconti terribilmente affascinanti (e divinamente illustrati). La rubrica si chiama UMID(), è a cura di Martina Marasco e ha ospitato racconti che interpretano la realtà sotto il filtro degli impulsi e delle inquietudini umane, ovvero attraverso l’umido filtro della sessualità.

 

Illustrazione di Ombretta Tavano

In questo periodo, più mi guardo intorno più non faccio a meno di notare che l’umanità si sta calcificando come una frattura storta o un muscolo che si attacca alle ossa. La cosa mi atterrisce e non poco, anzi mi fa provare disgusto e non mi fa muovere più. Spesso mi fa sentire sola. E come si resta fermi davanti alle cose ferme? Come si supera questo tipo di nausea? Io per esempio mi rifugio nell’unica forma che pur cambiando sempre non cambia mai, cioè l’arte. Ecco, questo racconto (almeno per me) è una sorta di pinacoteca. C’è dentro voyeurismo, disagio, ricerca di bellezza, disgusto, e accettazione. 

Il giorno iniziava o finiva, non ricordo. Il cielo dietro i palazzi era bruno, i muri dorati dal sole basso, e dietro ogni singola cosa strisciavano ombre sottili, lame che tagliavano il mio corpo in piccoli pezzi di buio. Ero certa che la mia testa rotolasse come quella palla verde, ruzzolasse staccata dal collo, alla ricerca della sua, persa già da qualche parte. La testa girava, o forse era il mondo, non tutti e due insieme, comunque. 

PER LEGGERE PINAKOTHEK

continua su l’inquieto

Righe rotte: autunno

Righe rotte: autunno

L’autunno è la stagione che più si adatta alla forma del racconto, e ogni suo dettaglio è un potenziale narrativo: i colori rossastri, soffusi e misteriosi, il crepitio discreto delle foglie sotto le suole, l’odore del mosto che si mischia a quello della legna bruciata,

Su TheMacGuffin: SETTEMBRE E LA FINE DEGLI AMORI ESTIVI

Su TheMacGuffin: SETTEMBRE E LA FINE DEGLI AMORI ESTIVI

Settembre ha mille pregi: l’aria, i colori, il lenzuolino di conforto, il mare che respira e l’odore del mosto. Ha però un difetto terribile (non è la scuola, non è Barbara D’Urso, non è la fine delle ferie).
È LA FINE DEGLI AMORI ESTIVI.
Un’adolescente su due

SU THEMACGUFFIN: MAMMA MIA! CI RISIAMO (E DICE IRVINE CHE CANTERETE PERSINO VOI)

SU THEMACGUFFIN: MAMMA MIA! CI RISIAMO (E DICE IRVINE CHE CANTERETE PERSINO VOI)

Provate anche voi che magari odiate i musical a sedervi su una poltrona della sala Truffaut durante una proiezione come questa, inizialmente vi sentirete straniti: biondine che sorridono, sole a tutte le ore e vestitini colorati che svolazzano al ritmo di battute melense, sospiri lievi e ottimismo à go-go. Poi però qualcosa cambia, il vostro tallone ticchetta il pavimento, le dita tamburellano sul vostro bracciolo e improvvisamente i vostri occhi si sgranano e la bocca sussurra qualcosa di simile a un’esclamazione di sorpresa, mammamia, ma non è più un lamento: state cantando. La sala esplode, siete anche voi in uno di quei film? Niente di strano: siete al Giffoni Experience, qui la visione è un’esperienza (altro…)

SU THEMACGUFFIN: ANTEPRIMA GIFFONI – BEAUTY, LA BELLEZZA È COLORE

SU THEMACGUFFIN: ANTEPRIMA GIFFONI – BEAUTY, LA BELLEZZA È COLORE

A Giffoni, si sa, i colori non mancano mai, così come la bellezza.
Una delle anteprime più interessanti di quest’anno è stata infatti Beauty, cortometraggio firmato da Nicola Abbatangelo, primo film italiano mixato con Dolby Atmos e primo corto musical a essere girato in presa diretta (ogni canzone è eseguita dal vivo).

SU THEMACGUFFIN: SEARCHING, UN FILM DA VEDERE CON SALVATORE ARANZULLA

SU THEMACGUFFIN: SEARCHING, UN FILM DA VEDERE CON SALVATORE ARANZULLA

Noi del MacGuffin abbiamo visto Searching (thriller, 2018) in anteprima al Giffoni Film Festival, e lo abbiamo commentato con l’unico e inimitabile salvatore, ovvero il grande, necessario, si può dire anche filantropo moderno, Salvatore Aranzulla, presente alla Masterclass Classic durante la proiezione del film.

“Una brevissima incubazione” – incipit – Narrandom

“Una brevissima incubazione” – incipit – Narrandom

Racconto pubblicato su Narrandom (giugno 2018) e illustrato da Raffaele Cataldo.

Puoi continuare a leggere su Narrandom.it (altro…)

SU THEMACGUFFIN – DA ROSS GELLER A SEVERUS PITON: 5 TIPI DI FRIENDZONE

SU THEMACGUFFIN – DA ROSS GELLER A SEVERUS PITON: 5 TIPI DI FRIENDZONE

Era il 1994 quando Joey Tribbiani, dall’alto della sua (sottovalutata) saggezza, parlò per la prima volta di “FriendZone” (zona amico), mentre cercava di aprire gli occhi a quel povero pesce lesso di Ross Geller, innamorato perso della sua amica Rachel Green.

Lo sguardo, ponte tra due coste opposte: i corpi e i loro segreti inconsci

Lo sguardo, ponte tra due coste opposte: i corpi e i loro segreti inconsci

Lo sguardo, padrone dello spirito, che porta a usare espressioni come gli occhi sono lo specchio dell’anima.
Fascinatio, dicevano gli antichi, l’incanto di uno sguardo e il suo turbamento.
Perché si dice malocchio? E invidiare qualcuno ha a che fare con la vista?

ULTIME DAL GUSCIO (Salone del Libro, racconti fugaci e novità)

ULTIME DAL GUSCIO (Salone del Libro, racconti fugaci e novità)

Se vuoi ricevere le letterine di Muscio Guscio in anteprima e direttamente alla tua email, iscriviti qui (giuro che non ti ammorberò). 

Se invece vuoi sbirciare l’ultima (ma in ritardo, eh!), clicca qui. (altro…)


AfterOUR

Nove racconti un po’ fuori | AfterOur #megliofuorichedentro

Nove racconti un po’ fuori | AfterOur #megliofuorichedentro

Eccolo, il nostro After, #megliofuorichedentro, disponibile online e pronto per diventare vostro.

Tra strade e autostrade, giochi perversi e scelte feroci, differenze di statura e di vedute, nove racconti, nove storie, n(u)ove voci che interpretano il fuori-tempo e il fuori-posto della nostra (spesso ingombrante) realtà.

La raccolta, edita da LiberAria Editrice, e a cura di Ezio Azzollini e Lucia Perrucci, ospita i racconti di:

Claudia Lamma (Sasso senza MarconiLo Sgroup), Filippo Santaniello (E io ci sto), Francesca Rapa (La terza porta), Angelo Calvisi (Il dragone si pose per divorare il figlio), Chiara Lombardini (Chi? Cosa? Dove?), Mariacarla Marini Misterioso (Se gli uomini fossero sinceri), Lucia Perrucci (Giunone), Ezio Azzollini (Cosa succede in città).

Disponibile su: BookRepublic  AmazonKindle  LaFeltrinelli  MondadoriStore  Liberaria.it  iBooks Apple Store

Buona Lettura!